Cinque ore in mare insieme ai migranti: il racconto dei volontari del Cisom-Ordine di Malta Soverato che hanno partecipato ai soccorsi di Roccella Jonica

 

Storie dell’orrore con la morte vista in faccia più volte, prima di decidersi a prendere i bambini, poche cose in un borsone e scappare lontano. A costo di affogare insieme ai figli nel Mediterraneo. Questa volta ad ascoltarle in presa diretta sono stati alcuni volontari del corpo di soccorso dell’Ordine di Malta – Soverato (Cisom), che ha partecipato ai soccorsi dei migranti sbarcati la scorsa notte sulle rive di Roccella Jonica. Trecento persone in balia del freddo e del mare portati in salvo dalle motonavi della Guardia costiera, sulle quali sono saliti alcuni volontari soveratesi tra i quali il medico Giuseppe Pipicelli e l’operatore Antonio Gaudino. “Siamo stati allertati nel tardo pomeriggio di mercoledì e siamo partiti subito per Roccella per arrivare alle dieci di sera sul posto, in mare, a ottanta miglia dalla costa”, racconta Pipicelli. “I trecento migranti nel frattempo erano già stati assicurati sui mezzi della Guardia costiera, sui quali siamo saliti per prestare i primi soccorsi”, prosegue il medico soveratese. A bordo delle imbarcazioni, una quarantina di bambini, una sessantina di donne e molti uomini di varie nazionalità, dagli eritrei ai siriani ai libici.

“Hanno raccontato di essere in acqua da cinque-sei giorni. C’erano alcuni casi di ipotermia e un uomo ferito gravemente a una mano – riporta Pipicelli, ma nel complesso il loro stato di salute era buono”. Pipicelli ricorda le cinque ore in mare insieme ai migranti come ore non solo di soccorso medico ma anche di ascolto delle loro confidenze e dei loro racconti, grazie a qualcuno di loro che parlava inglese. “Soprattutto i siriani ci hanno raccontato che da loro ormai il territorio è completamente fuori controllo, e si può morire in ogni momento”, osserva Pipicelli. “Le storie di queste mamme e questi papà che prendono i loro due, tre, quattro bambinelli e li caricano su un barcone pur di fuggire mi hanno toccato perché scappano da realtà che noi neanche possiamo immaginare”, sottolinea il medico, arrivato questa mattina alle sei al porto di Roccella insieme ai migranti.

Con loro anche Oreste Montebello, fotoreporter soveratese foto 3 roccellaautore della fotogallery di questa pagina. “Una notte passata con gli operatori della Guardia Costiera di Roccella Jonica. Queste donne e questi uomini dovrebbero essere premiati con un nobel per la pace. Il vero dramma sono le istituzioni che rappresentano. Affrontare un così vasto problema politicamente è veramente complicato”, dice Montebello. Questo il suo racconto: “Questa notte ho conosciuto una famiglia composta da sei bambini e tre donne che fuggivano dal Sudan. Gli uomini uccisi e loro in fuga da febbraio. Hanno attraversato il Ciad, il Niger, fino all’Algeria e poi la Libia in guerra. Hanno usato camion, carovane di cammelli e poi auto spendendo quasi tutti i loro risparmi. In Libia sono rimaste ferme circa trenta giorni subendo ogni genere di angherie e hanno combattuto come leonesse per difendere i loro piccoli dai mercanti di vite. Alla fine sono riuscite ad imbarcarsi su una nave che poi le ha affidate ad un peschereccio fino al rendez vous con i mezzi Sar della Guardia Costiera. Il loro sogno è solo vivere in pace”

di Teresa Pittelli e Oreste Montebello

Il piccolo, dopo aver passeggiato mano nella mano con gli uomini della CP, al momento di essere imbarcato con la famiglia sul pullman che lo porterà al centro assistenza per immigrati di Roccella Jonica, rimane colpito dal pennarello usato dalla volontaria. Un piccolo regalo per un grande sorriso.
Il piccolo, dopo aver passeggiato mano nella mano con gli uomini della CP, al momento di essere imbarcato con la famiglia sul pullman che lo porterà al centro assistenza per immigrati di Roccella Jonica, rimane colpito dal pennarello usato dalla volontaria. Un piccolo regalo per un grande sorriso.

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Roccella 06/05/2015

Roccella 06/05/2015

La storia di questa famiglia proveniente dal Ciad si legge negli occhi della ragazza che fissa l'obbiettivo. Il loro viaggio è iniziato nel mese di febbraio. Hanno attraversato il deserto a bordo di un camion con oltre cento persone sistemati nel cassone come sardine fino ai confini con la Libia e poi fermi ancora per lunghissimo tempo prima di imbarcarsi su una nave che li ha portati in mare per oltre una settimana fino al trasbordo sul pescherecchio che li ha portati nelle acque difronte le coste calabresi.
La storia di questa famiglia proveniente dal Ciad si legge negli occhi della ragazza che fissa l’obbiettivo. Il loro viaggio è iniziato nel mese di febbraio. Hanno attraversato il deserto a bordo di un camion con oltre cento persone sistemati nel cassone come sardine fino ai confini con la Libia e poi fermi ancora per lunghissimo tempo prima di imbarcarsi su una nave che li ha portati in mare per oltre una settimana fino al trasbordo sul pescherecchio che li ha portati nelle acque difronte le coste calabresi.
Aspettando i controlli medici i due fratellini giocano con i coniglietti regalati dal personale della Cp
Aspettando i controlli medici i due fratellini giocano con i coniglietti regalati dal personale della Cp

Roccella 06/05/2015

Ad ogni persona si assegna un numero e si procede alla schedatura fotografica. Si contrallano i bagagli e i viaggiatori devono consegnare i telefoni e computer alle forze dell'ordine. Gli effetti personali vengono così imbustati e conservati per poi essere affidati ai leggittimi proprietari una volta esaurite le formalità del caso.
Ad ogni persona si assegna un numero e si procede alla schedatura fotografica. Si contrallano i bagagli e i viaggiatori devono consegnare i telefoni e computer alle forze dell’ordine. Gli effetti personali vengono così imbustati e conservati per poi essere affidati ai leggittimi proprietari una volta esaurite le formalità del caso.

5 A passeggio con Antonio

Roccella 06/05/2015

Bruno e suo figlio arrivano dalla Siria. una storia di una famiglia massacrata dalla guerra loro gli unici sopravissuti di una famiglia composta da 12 persone. Bruno, era un alto funzionario governativo ed il figlio studente in ingegneria, scappano dall'orrore della guerra. Il loro desiderio  essere riconosciti come profughi politici e continuare la loro esistenza in un paese libero.
Bruno e suo figlio arrivano dalla Siria. una storia di una famiglia massacrata dalla guerra loro gli unici sopravissuti di una famiglia composta da 12 persone. Bruno, era un alto funzionario governativo ed il figlio studente in ingegneria, scappano dall’orrore della guerra. Il loro desiderio  essere riconosciti come profughi politici e continuare la loro esistenza in un paese libero.
Si procede allo sbarco dei migranti e all'assegnazione di un numero che viene scritto con un pennarello indelebile sul polso
Si procede allo sbarco dei migranti e all’assegnazione di un numero che viene scritto con un pennarello indelebile sul polso
La CP 326 e la sua gemella crotonese CP 321 partono con i loro equipaggio nel primo pomeriggio del 5 maggio per raggiungere le coordinate di avvistamento. questa volta i migranti e i militari sono stati fortunati per via delle ottime condizioni meteo marine
La CP 326 e la sua gemella crotonese CP 321 partono con i loro equipaggio nel primo pomeriggio del 5 maggio per raggiungere le coordinate di avvistamento. questa volta i migranti e i militari sono stati fortunati per via delle ottime condizioni meteo marine

 

La piccola Shanna arriva con la sua mamma ed i tre fratellini. durante tutto il viaggio è stata accovacciata fra le gambe della madre ad ascoltare favole che narrano di cavalli liberi di correre e poi ancora correre. La cosa che mi sorprebnde di questi bimbi è il loro sorriso. Non ne ho sentito piangere neanche uno.
La piccola Shanna arriva con la sua mamma ed i tre fratellini. durante tutto il viaggio è stata accovacciata fra le gambe della madre ad ascoltare favole che narrano di cavalli liberi di correre e poi ancora correre. La cosa che mi sorprebnde di questi bimbi è il loro sorriso. Non ne ho sentito piangere neanche uno.
Una donna di 29 anni soccorsa dal personale medico dei Cavalieri di Malta
Una donna di 29 anni soccorsa dal personale medico dei Cavalieri di Malta

 

Roccella 06/05/2015

Antonio e Pino, soccorritore e medico dei Cavalieri di Malta. Sono stati allertati ieri alle ore 12 e per dodici ore sono stati in mare con i ragazzi della Guardia Costiera a dare il loro contributo professionale all'operazione di salvataggio. Spirito di sacrificio e determinazione al servizio dei più deboli.
Antonio e Pino, soccorritore e medico dei Cavalieri di Malta. Sono stati allertati ieri alle ore 12 e per dodici ore sono stati in mare con i ragazzi della Guardia Costiera a dare il loro contributo professionale all’operazione di salvataggio. Spirito di sacrificio e determinazione al servizio dei più deboli.
Questo bambino ha preso per la mano un uomo della Guardia Costiera, Antonio, e ha passeggiato sulla banchina per tutte le ore di attesa prima di essere trasferiti in un ricovero.
Questo bambino ha preso per la mano un uomo della Guardia Costiera, Antonio, e ha passeggiato sulla banchina per tutte le ore di attesa prima di essere trasferiti in un ricovero.

Roccella 06/05/2015

Pietro, direttore di macchina della CP 326, uno fra tanti. Uomini e donne che rischiano la loro vita per gli altri, si donano fino allo stremo. Il direttore di macchina con lo sguardo perso difronte alla sua SAR sembra dire: Missione compiuta!
Pietro, direttore di macchina della CP 326, uno fra tanti. Uomini e donne che rischiano la loro vita per gli altri, si donano fino allo stremo. Il direttore di macchina con lo sguardo perso difronte alla sua SAR sembra dire: Missione compiuta!
Il comandante del porto di Roccella, T.V. (CP) Massimiliano Santodirocco, Cammina sulla banchina del porto con uno dei più piccoli migranti giunti questa notte.
Il comandante del porto di Roccella, T.V. (CP) Massimiliano Santodirocco, Cammina sulla banchina del porto con uno dei più piccoli migranti giunti questa notte.
I ragazzini sbarcati questa notte a Roccella li chiamano gli angeli bianchi, sono gli uomini e le donne del Corpo della Guardia Costiera. Dopo quasi quindici ore di mare l'equipaggio della PC 386 e della Cp 381 possono tirare un respiro di sollievo.
I ragazzini sbarcati questa notte a Roccella li chiamano gli angeli bianchi, sono gli uomini e le donne del Corpo della Guardia Costiera. Dopo quasi quindici ore di mare l’equipaggio della PC 386 e della Cp 381 possono tirare un respiro di sollievo.

1 CP 326

 

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