Black Flag…La Calabria della mancata depurazione. I^ Parte

Black Flag 001I Black Flag sono un gruppo musicale hardcore punk statunitense. Sono considerati universalmente uno dei primissimi gruppi hardcore-punk nella storia della musica. Il loro nome e il loro logo richiamano la bandiera nera, da sempre uno dei simboli del pensiero anarchico. I loro testi parlano di isolamento, depressione, alienazione, nevrosi e paranoia. Stati d’animo comuni ad ogni cittadino calabrese che ad ogni stagione estiva si ritrova ad affrontare appena mette i piedi in mare. La depurazione sulla costa tirrenica e su quella orientale del mar Ionio sembra ispirata ad una canzone dei Black Flag.

Anarchia nelle amministrazioni locali che non hanno ancora compreso che l’acqua è un bene prezioso e non inesauribile, ecco perché il tema del suo riutilizzo, dopo i trattamenti di depurazione, è di estrema attualità.immagine_testata_02

Le acque reflue recuperate dopo la fase di depurazione possono essere riusate per l’irrigazione o per alcuni usi civili e industriali, secondo modalità e caratteristiche di qualità stabilite dalle normative nazionali e regionali. Per esempio in Emilia Romagna sono 24 gli impianti per i quali è possibile ipotizzare il riuso delle acque depurate, per un carico di circa 2.000.000 di abitanti equivalenti trattati e una portata scaricata di circa 560.000 m3 /giorno.

Le destinazioni d’uso ammissibili delle acque reflue recuperate sono :

  • Irriguo: per l’irrigazione di colture destinate sia alla produzione di alimenti per il consumo umano e animale sia a fini non alimentari, nonché per l’irrigazione di aree destinate al verde o ad attività ricreative o sportive.
  • Civile: per il lavaggio delle strade nei centri urbani; per l’alimentazione dei sistemi di riscaldamento o raffreddamento; per l’alimentazione di reti duali di adduzione, separate da quelle delle acque potabili, con esclusione dell’utilizzazione diretta di tale acqua negli edifici a uso civile, a eccezione degli impianti di scarico nei servizi igienici.
  • Industriale: come acqua antincendio, di processo, di lavaggio e per i cicli termici dei processi industriali, con l’esclusione degli usi che comportano un contatto tra le acque reflue recuperate e gli alimenti o i prodotti farmaceutici e cosmetici.

L’utilizzo di sistemi di depurazione tradizionali (ossidazione totale, biodischi, ecc) anche per i piccoli centri non ha mai portato a reali benefici in termini di rimozione degli inquinanti; questo perché le oscillazioni di carico organico e idraulico in ingresso tipiche di piccole e medie utenze e di centri turistici mal si sposano alle tecnologie tradizionali, ma anche perché una gestione tecnologica di tali impianti per le piccole realtà locali non è spesso sostenibile, sia dal punto di vista economico che di professionalità coinvolte.

Una delle vasche di depurazione del depuratore consortile Corvo a Soverato

L’alternativa percorsa per molti anni è stata quella di realizzare grossi depuratori consortili ai quali convogliare i reflui prodotti da più centri urbani: far questo nel nostro territorio significa però in molti casi realizzare lunghe e onerose condotte fognarie. Inoltre la logica della centralizzazione del servizio di depurazione porta a pesanti sbilanciamenti della risorsa idrica, che vanno a scapito della qualità dei corpi idrici superficiali e sotterranei: può succedere infatti che gli ingenti quantitativi d’acqua prelevati per i consumi idrici umani vengano restituiti a bacini completamente diversi da quelli oggetto del prelievo, oppure allo stesso bacino ma molto più a valle, provocando l’impauperimento di lunghe tratte fluviali. La realtà che conosco meglio è quella di Soverato e posso sicuramente affermare , senza fare torto a nessuno , che Soverato non se la passa bene.

Durante il periodo estivo appena trascorso, molti bagnanti hanno lamentato una non proprio limpida situazione balneare e, il 5 agosto scorso, sono stato  invitato dall’assessore all’ambiente del comune di Soverato, Rosalia Pezzaniti, a visitare il locale depuratore comprensoriale. Ad accoglierci l’architetto Francesco Caruso socio della MANUTAMBIENTE SOC. COOP. La prima battuta è: “Non siamo noi a sporcare il mare. Arriva da qualche altro depuratore che non funziona o dai tanti scarichi abusivi presenti lungo la costa”.

7 Pezzaniti Caruso
La assessore all’Ambiente Rosalia Pezzaniti del comune di Soverato (Cz) e l’architetto Caruso della Manutambiente gestore dell’impianto in loc. Corvo.

La visita inizia seguendo il percorso dei liquidi che entrano all’interno dell’impianto, fase questa di fondamentale importanza visto che la rete fognaria urbana e  comprensoriale è sprovvista di un doppio percorso. Acque meteoriche e fogne corrono nello stesso tubo, in sostanza.  La visita diventa sempre più una scoperta delle criticità dell’impianto che ricordiamo essere dato in gestione alla MANUTAMBIENTE SOC. COOP. ma di proprietà comunale.

Griglia di separazione solidi entrata liquidi
Griglia di separazione solidi entrata liquidi

L’architetto Caruso riferisce che qualche giorno prima la mia visita gli addetti alla manutenzione hanno passato la notte a saldare un tubo che si era rotto e sottolinea che questi sarebbero lavori che spetterebbero all’Ente e non al gestore. Sta di fatto che l’impianto funziona solo per l’abnegazione e il sacrificio dei ragazzi della MANUTAMBIENTE .  Sopra la mia testa un grosso tubo da 400 mm  che puntualmente viene messo in sicurezza e che andrebbe cambiato  come molte delle pompe che nel tempo andrebbero sostituite piuttosto che manutenzionate fino all’inverosimile.

Una rottura di uno di questi grossi tubi cosa provocherebbe?  Chiedo all’architetto Caruso. Mi sorride e anticipo a mia volta una risposta ovvia, visto il posto in cui mi trovo.

Condotte rattoppate quasi quotidianamente.
Condotte rattoppate quasi quotidianamente.

Altra criticità è il locale adibito ai pannelli elettrici. Gli armadi nei giorni di pioggia sono bagnati dalle infiltrazioni di acqua, il soffitto cade e il pericolo per gli operatori è evidente.  Le condizioni sanitarie e la sicurezza sul lavoro in cui gli operatori devono comunque lavorare giorno e notte sono al limite di legge.

Condotta sostituita notte tempo.
Condotta sostituita notte tempo.

Uscendo dalla sala noto un grosso tubo adagiato e più volte riparato, saldato ed incravattato e finalmente sostituito perchè anche questo arrivato all’estremo.

Sala quadri elettrici con solaio pericolante
Sala quadri elettrici con solaio pericolante

Caruso sostiene che le criticità sono state più volte segnalate e che soltanto grazie all’abnegazione dei dipendenti le emergenze vengono risolte spesso a carico del gestore. Infatti, mentre nella futura gestione del nuovo impianto i responsabili in tutto e per tutto sarebbero gli aggiudicatari della gara di affidamento (Soc. Coop. Manutambiente Ecologia), nel caso dell’impianto del Corvo, è il comune di Soverato che dovrebbe provvedere alla manutenzione  della struttura e dei macchinari. Lo stato in cui versano le casse comunali non fa notizia e le speranze sono riposte in mani più capienti ed alte di quelle del sindaco Alecci e nel frattempo aspettiamo il nuovo impianto di Satriano sperando che non invecchi prima di essere messo in uso.


 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...