La grande truffa del giornalismo scritto dalla poltrona. Storie di pugni e criminalità disorganizzata.

Ring, pugni e sangue a Laurentino…Inizia così un articolo di Massimo Lugli pubblicato su La Repubblica del 9 agosto 2011 riferito a fatti accaduti ben due anni prima, l’ 8 maggio 2009 presso L38 SQUAT di Roma. L’iniziativa aveva come fine  una raccolta fondi per sostenere le spese legali di alcuni anarchici arrestati in Spagna in quel periodo. La novità dell’iniziativa era la scelta dello spettacolo proposto. 003# GranGalaBoxe - Paolo PicozzaUna serata di Gran Gala della Boxe con incontri e scommesse, manager e ring girls, spugne imbevute di sangue e paradenti che volano ad ogni montante il tutto condito con la drammaticità dello scontro per la cintura d’oro da campione del mondo. Un grande gioco di ruolo dove alcuni erano manager, bookmakers e pugili. A due anni di distanza giornali importanti come La Repubblica con l’articolo di Massimo Lugli e il Corriere della sera  con Paolo Brogi a pag. 52  titola ” I disperati della boxe clandestina; quattro denunciati per un incontro estivo. Scoperti garage e palestre illegali” e ancora  su  Metro del 8 agosto 2001  Emanuele Del Greco scrive ” Fatti a pezzi sui ring della mala” .

boxecoloreQuest’ultimo supera tutti quando scrive: ” La proclamazione del vincitore è uno dei pochi momenti che rispetta le regole” e pubblica anche la locandina della serata photoshoppando le parti della locandina in cui si  indicano il dove e il perchè dell’iniziativa. Pubblica le foto rubandole dal sito L38 SQUAT  e inventa di sana pianta interviste e dichiarazioni. Altro giornale altro accanimento. Il  Messaggero dello stesso giorno a pag 37 : ” Io, gladiatore sui ring clandestini ” di Davide Cesario. “Ma se per Danilo la storia è finita per gli inquirenti è appena cominciata, le indagini si sono allargate a macchia d’olio. E’ stato scoperto un sito internet (www.ecn.org/tmcrew…) che annuncia altri inquietanti match a Laurentino Occupato con scommesse clandestine, botte da orbi anche tra donne e il coinvolgimento di pugili italiani di calibro internazionale”.

Su La Repubblica a  pag. V della cronaca romana Massimo Lugli  titola così: ”  Sul ring senza regole ecco la boxe clandestina” .  Eccone un estratto:
Domanda – Avete mai sentito parlare degli incontri clandestini, prima? –
” Poco. E’ una storia che gira negli spogliatoi delle palestre, ma niente di concreto. Per quello che ne sappiamo noi vengono organizzati soprattutto nella zona del Laurentino 38″ E infatti il quotidiano “Metro” pubblicò addirittura la locandina di una di queste serate. 

http://www.tmcrew.org/laurentinokkupato/boxe/01.htm

009# GranGalaBoxe - Er PocaluceEd ancora ” Per i criminali del ring è un business da mille miliardi l’annoNella sola Capitale, infatti gli incontri sono organizzati nei quartieri di Ostia Nuova, nei locali abbandonati di Piazza Gasparri, dal “6° Ponte” in poi nei pressi della Laurentina, a Corviale… “.

Quella sera al Laurentino Massimo Lugli e gli altri citati io non li ho visti e posso dire di conoscerli bene tutti perchè con alcuni di loro ci ho lavorato. Ed allora mi chiedo cosa possa aver spinto queste penne importanti a spingersi così oltre su una bazzecola di notizia come l’iniziativa  bella e divertente de L38 Squat.  Il giornalismo d’inchiesta quello coraggioso e libero di cui molti parlano è raro. Ma, in quei giorni cosa si leggeva sui quotidiani. Ecco alcune notizie pubblicate quel 9 agosto del 2001 su La Repubblica.

– G8, gli Enti locali ci hanno ignorato – G8, De Gennaro si difende ” Eravamo poco informati” – G8, Alla caserma di Bolzaneto atti sporadici di violenza – G8, Indagato Perugini vice capo della DIGOS –

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Quindi la notizia di quei giorni era il G8 con tutto quello che è accaduto. I Black Block e i pestaggi delle forze dell’ordine. Le dichiarazioni e lo sconcerto di chi quelle violenze le ha solo subite fuori e dentro i cortei. I genovesi e le distruzioni e i fatti di piazza Alimonda.

Sappiamo che la disinformazione nel nostro paese è una prassi sia sulle grandi testate che nei piccoli web di periferia. Il nostro è il paese delle stragi impunite, dei treni deragliati, delle bombe nelle piazze e  della strage degli anarchici della baracca uccisi da un camion guidato da uomini di Junio Valerio Borghese, il principe nero, quello del golpe per capirci. Per cui  resta pacifico che si scrivano articoli menzogneri o di asservimento al governante di turno. Il colpevole si trova comunque, basta cercare bene fra gli anarchici o in mezzo a coloro che la pensano diversamente da te. Nella galleria alcune foto di quella serata di scommesse clandestine e pestaggi a sangue.

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