Coperte di gesso.

Continua la ricerca e la realizzazione delle opere per la Via Matris in occasione dell’anno giubilare della Misericordiae. Oggi seguiamo il Maestro Antonio Pittelli, che nella sede del CID di Davoli, supportato dalla coraggiosa Tiziana Procopio e dal Maestro Luigi Rocca, ne combina una delle sue.
Le coperte di gesso cadono lente sulla modella, calde e pesanti mentre l’artista rincorre la piega che aveva immaginato chissà quando e dove. Un’intuizione impalpabile, la sua, che prende forma sotto il mio obiettivo e, mentre la insegue con le mani, lei subisce il peso di quel volo. La premura della ricerca diventa urgenza perchè tutto si asciuga e il peso diventa importante. Una metamorfosi continua che lascia il segno sul pavimento. Le gocce di gesso lentamente cambiano stato e non sono più infine soggette alla poesia della gravità. Ora è l’attesa che domina la scena. L’artista modella quel manto bianco che come le effimere lascerà spazio alle continue metamorfosi della sua creatività. Quel che mi ha sempre colpito degli artisti che seguendo in questo percorso è sempre quel momento in cui il loro sguardo si distacca da tutto il resto. Diventano per pochissimo un tutt’uno con la loro opera e quell’attimo è difficile da prevedere e anticipare perché non posso mai prevedere, l’unica arma che ho è seguirli in silenzio.

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