Il giro di Mohammed Khasro

Incontro Mohammed a Catanzaro vicino il Cavatore. Maglietta gialla in mezzo a quelle dei suoi colleghi occidentali ricoperti da etichette e sponsor, né più e nemmeno come quella che indossava in Iraq. Cerca di unirsi ai ciclisti del giro con la sua MTB ma viene fermato proprio all’entrata del grande circo mediatico. La sua occasione viene fermata per un pass. Però ha attirato la mia attenzione e quella di una troupe della Rai anch’essa senza l’autorizzazione a varcare quella linea. Infatti dopo la partenza li ritrovo insieme, scortato da un paio di ragazzi che indossano una divisa della Misericordia di Isola Capo Rizzuto. parlo con Caterina la quale mi spiega pochissime cose ma quelle giuste. Ha cercato un occasione, voleva vedere il Giro e fare una pedalata con i suoi colleghi. La guerra gli ha negato, come a tanti altri, la possibilità di inseguire un traguardo in salita o una maglia rosa.  Al di là di quel fottuto filo spinato c’è Mohammed  Khasro con la sua bici e il casco con la stessa maglia dei nostri atleti, globalizzata, anche la sua, da decine di sponsor.  La giornalista della Rai parla con un altro ragazzo che traduce per lei e si riesce a capire poco della storia di Mohammed mentre Caterina mi accenna che sul Crotonese c’è un pezzo sulla storia di  Mohammed di Giuseppe Pipita. Eccolo.

 

 

 

 

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