Treni e biciclette.Il Giro d’Italia a Catanzaro

Il racconto che segue è di Roberto Galati presidente della Associazione Ferrovie in Calabria. Con Roberto abbiamo condiviso impegni sociali in città e ci ritroviamo di tanto in tanto a frequentare gli stessi vagoni ferroviari. Oggi è una di quelle giornate in occasione della prima tappa in territorio nazionale del Giro d’Italia. Ecco la sua testimonianza e alcuni scatti realizzati  a bordo dei treni che abbiamo utilizzato.

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Doveva essere una giornata tranquilla. Per una volta, infatti, avevo deciso di salire in santa pace a Catanzaro Città, per godermi la partenza della prima tappa in territorio nazionale del Giro d’Italia. Non avrei mai immaginato che un lieto evento storico del genere, si sarebbe trasformato in un semi cataclisma trasportistico. Sono partito dalla stazione di Soverato, questa mattina, con il treno Regionale 12710 delle 8.48 diretto a Catanzaro Lido, dove sarebbe arrivato alle 9.10. Per salire a Catanzaro Città, chiaramente la mia scelta è ricaduta sul servizio metropolitano di Ferrovie della Calabria, immaginando (a ragione) che fosse l’unico collegamento diretto con il centro città, visto che quasi sicuramente gran parte dei collegamenti su gomma (privati e non) sarebbero stati limitati a Lido o al massimo a Sala. Arrivato a Catanzaro Lido e sceso dal nuovissimo treno “Swing”, mi avvio verso la stazione di Ferrovie della Calabria, sita a poche centinaia di metri da quella delle Ferrovie dello Stato. Giunto sul posto, noto (prevedibilmente) un via vai di viaggiatori decisamente anomalo per l’orario, ma nulla che facesse presagire a chissà quale “invasione”. Tempo di salutare il mio amico Capostazione, che gli aspiranti viaggiatori in partenza verso Catanzaro Città per assistere alla partenza del Giro, aumentano in modo esponenziale. Dieci biglietti venduti, venticinque, sessanta… Inizio a sospettare che tutte quelle persone sul “trenino” di Ferrovie della Calabria non ci sarebbero entrate.

Con circa dieci minuti di ritardo, il convoglio che alle 9.57 sarebbe dovuto ripartire per Catanzaro Città, arriva alla stazione di Lido. Già stracolmo! Stracolmo perchè, ovviamente, tantissime persone lo hanno preso d’assalto a Santa Maria e nelle altre fermate più piccole, immaginando che al suo ritorno, da Catanzaro Lido, i posti (in piedi!) sarebbero stati solo un lontano miraggio. Inizia il putiferio: gran parte dei viaggiatori in attesa a Catanzaro Lido cerca di accalcarsi nel convoglio (per fortuna un treno Stadler, formato da due casse che riesce ad ospitare più di duecento persone tra sedute ed in piedi).

Vedendo la situazione e notando che altre persone continuavano ad affluire (mentre il povero capostazione emetteva biglietti come una macchinetta), decido di fare una chiamata all’Assessore Regionale alle Infrastrutture, Roberto Musmanno, sempre a disposizione per la risoluzione di problemi trasportistici ordinari…e anche d’emergenza. Spiegatagli la situazione, l’Assessore mi avvisa che si sarebbe subito messo in contatto con la dirigenza di Ferrovie della Calabria. Non passano cinque minuti, che arriva l’annuncio di effettuazione di treni straordinari per affrontare “l’emergenza” Giro d’Italia. Ma ormai, chiaramente, la situazione era un po’ sfuggita di mano. L’arrivo dei treni straordinari, organizzati in tempo record con automotrici FIAT, è comunque riuscito a smaltire gran parte dei viaggiatori in attesa. Purtroppo, tantissimi di essi (specie quelli delle fermate intermedie da Catanzaro Lido a Catanzaro Sala) hanno dovuto attendere anche le corse bis (come quella che ho preso io alle 10.00) & tris, per riuscire a salire a bordo. Come se non bastasse, ci si mettono di mezzo le Forze dell’Ordine (in questi specifici casi definibili come…forze del disordine!), con alcuni poliziotti che, alla stazione di Corvo-Aranceto, hanno fermato con la forza il treno ormai pienissimo, prendendo a pugni i finestrini (!!) e cercando con maniere forti (purtroppo ai limiti dell’intimidatorio…) di convincere macchinista e capotreno a far salire altre persone a bordo del convoglio…non rendendosi conto che, l’unico risultato, sarebbe stato quello di ridurre a zero le condizioni di sicurezza. Cose incredibili, se non le si vivono di persona. Alla fine, tra mille peripezie, riesco ad arrivare cinque minuti prima della partenza del Giro, e per miracolo riesco ad assistere allo storico evento (credo che l’ultima partenza/passaggio da Catanzaro Città di una tappa del Giro d’Italia risalga al 1996). Ma, ovviamente, non scrivo questo articolo soltanto per riportare quanto accaduto questa mattina con i trenini di Ferrovie della Calabria. Un mio parere sulla disorganizzazione trasportistica non può infatti mancare, per quanto si tratti di una riflessione ancora “a caldo”. Ritengo che, in questa occasione, ci sia da spezzare una lancia a favore di Ferrovie della Calabria. L’azienda di trasporto pubblico locale, completamente di proprietà della Regione Calabria, di norma non decide autonomamente che tipo di servizio svolgere e con quali frequenze. Le Ferrovie della Calabria svolgono servizi, sovvenzionati in quanto trasporti pubblici, richiesti – e quindi pagati – da un Committente (che può essere la Regione Calabria, così come l’Associazione Ferrovie in Calabria quando noleggia il treno a vapore). Visto che il Giro d’Italia si sapeva da sei mesi che sarebbe partito dal nostro Capoluogo, possibile che il Comune di Catanzaro o la stessa Regione Calabria, non abbiano pianificato per tempo un servizio speciale con Ferrovie della Calabria, immaginando che ci sarebbe stato un assalto di viaggiatori provenienti da mezza Italia? Immaginando che la circolazione su gomma sarebbe stata ridotta al lumicino e totalmente inibita a Catanzaro Città per ovvi motivi? Immaginando quindi che, il treno, sarebbe stato l’unico mezzo per andare a vedere questo benedetto Giro? Nulla. O meglio, probabilmente nulla. Con la solita gran bella figura per la “solita” Calabria. La lancia a favore di Ferrovie della Calabria, quindi, la spezzo perché nel giro di mezz’ora hanno messo in piedi, con quel poco materiale rotabile a disposizione, un servizio navetta continuo tra Catanzaro Lido e Catanzaro Città, salvando almeno un minimo una situazione che appariva quasi tragica. Perciò, quando qualcuno dirà “che schifo le Calabro-Lucane, manco i treni hanno potenziato”, ricordategli che alle “Calabro-Lucane”, qualcuno, i treni glieli deve richiedere (e pagare), visto che solo con i ricavi dei biglietti i costi non si coprono in nessun tipo di trasporto pubblico locale, che sia su ferro o su gomma.

Ah, dimenticavo. Qualcuno dica al Comune di Catanzaro che c’è una funicolare che aspetta di essere rimessa in servizio da più di un anno, e magari per tempo ci si poteva organizzare per riaverla attiva in una giornata speciale come quella odierna !
Roberto Galati

 

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