Gratteri firma e Catanzaro sogna

La città di Catanzaro spera che l’arrivo di Gratteri porti una ventata di novità investigativa a Catanzaro. La Procura della città del vento, già ottimamente rappresentata dai togati delle diverse sezioni, oggi si rafforza con la nomina di Nicola Gratteri a capo della Procura. Nei corridoi e nell’aula del Tribunale dove la cerimonia pubblica si svolge, l’emozione è palpabile. Magistrati, avvocati e addetti ai lavori esprimono pareri molto discordanti su questa nomina. Alcuni lo chiamano il Paul Newman del foro con ironia e forse un po di invidia, altri invece sono profondamente convinti che la nuova direzione possa dare una svolta decisiva ad una Procura sotto dimensionata per personale e mezzi come più volte il procuratore aggiunto Vincenzo Luberto affermava lo scorso dicembre. “Non è così che si combatte la ndrangheta. Ma questo non vuole essere un solo lamento – avverte Luberto – perché nonostante ciò i risultati che mi pregio di rappresentare sono, a mio sommesso avviso, di prim’ordine. Abbiamo sei magistrati a fronte di sette circondari, a fronte delle oltre mille udienze cui i singoli pm devono presenziare. A fronte di una richiesta di sequestro preventivo per beni che esuberano i 125 milioni di euroLe cinque provincie calabresi hanno bisogno di un aumento di organico. Un organico che non deve essere aumentato solo in relazione ai magistrati. Devono essere rinforzati tutti gli organi, sia quelli di tipo interprovinciale che locale”.
“Da parte di tutti si dice che la ’ndrangheta sia il pericolo numero uno nazionale e internazionale. È possibile che per fronteggiare questo pericolo – affermava il vice procuratore vicario Bombardieri – Ci siano solo due procure distrettuali, Reggio Calabria e Catanzaro, e Catanzaro, con due terzi del territorio, ha solo sei sostituti e due aggiunti a coordinare le attività. Senza contare che gli equilibri di questa criminalità sono in continua espansione ed evoluzione, nei confronti dei quali occorre sistematicità degli interventi”.
Oggi questo equilibrio è stato raggiunto. Nicola Gratteri, uno dei magistrati più impegnati nella lotta alla ‘ndrangheta, è diventa oggi procuratore della repubblica di Catanzaro. Una promozione, quella dell’ex procuratore aggiunto di Reggio Calabria, sancita all’unanimità dal Csm. Gratteri entrò nella lista dei ministri quando Renzi terminava il suo progetto di rottamatore al di fuori delle Istituzioni, per il dicastero della Giustizia, ma fu placcato in area di rigore all’ultimo minuto dal presidente Napolitano, senza che nessuno fischiasse il fallo dal dischetto. Gratteri ha sempre affermato che “Contro la ‘ndrangheta “stiamo pareggiando la partita. Ci vogliono ancora riforme normative al codice penale, al codice di procedura penale, all’ordinamento giudiziario. Bisogna investire ancora di più in istruzione prima che in cultura, bisogna pensare a una scuola a tempo pieno. Spero di poter dare subito quelle risposte di giustizia che la collettività si aspetta”.

Oggi a Catanzaro Nicola Gratteri conferma la sua volontà di dare uno scossone alla situazione stagnante del distretto. “Con questo organico – ha detto – non andiamo da nessuna parte ma sono fiducioso che la pianta organica sarà adeguata”. Gratteri ha anche parlato della nuova sede della Procura che potrebbe sorgere nell’ospedale militare dismesso da una decina d’anni. “Ci sono pronti 10 milioni di euro per la ristrutturazione – ha detto – che potrebbe iniziare già a luglio, e c’è già la disponibilità dei ministri Delrio e Orlando e del Demanio. L’unico problema è locale perché parte degli immobili è destinata a usi civici. Spero si trovi una soluzione ragionevole e che prevalga il buonsenso altrimenti chiederò che i nuovi uffici vengano realizzati a Germaneto”.

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