Non mi portate al Pronto Soccorso

Il Pronto Soccorso è un’unità operativa dell’ospedale dedicata ai casi di emergenza e con spazi dedicati alla breve osservazione. Qui vengono prestate le prime cure in tutti i casi di urgenza ed emergenza (traumi, infarti, ecc.) e si accede quindi in modalità di ricovero urgente.
L’accesso non avviene sulla base dell’ordine di arrivo dei pazienti ma sulla gravità delle loro condizioni valutata attraverso il triage: un infermiere precedentemente formato assegna ad ogni paziente, al suo arrivo, un grado di urgenza rappresentato da un codice colore:
Codice rosso che corrisponde a emergenza con accesso immediato alla sala;
Codice giallo (o “urgenza”), con accesso alla sala entro 10-15 minuti;
Codice verde (o “urgenza differibile”) cioè senza segni di imminente pericolo di vita;
Codice bianco (o “non urgenza”) che in alcuni casi viene fatto coincidere con accesso improprio e quindi sottoposto al pagamento del ticket.

Triage
Il triage

Tutto ciò sulla carta. Arrivare in un pronto soccorso come quello dell’Ospedale Pugliese di Catanzaro è altra cosa. Infatti l’ospedale del capoluogo di regione ha un grande bacino d’utenza e strutture inadeguate al flusso che giornalmente si riversa in esso. Le radio e le testate di informazione locali fanno a gara a pubblicare e mettere in onda le segnalazioni gravi disagi al Pronto Soccorso del Pugliese di Catanzaro. Dalle interviste rilasciate in occasioni pubbliche e dalle lettere dell’utenza si ravvisa un solo denominatore comune: la disorganizzazione dell’Unità Operativa in questione. I politici locali e gli amministratori della città salvano per opportunismo tutta la classe lavoratrice del Pugliese o per meglio dire, il bacino d’utenza elettorale del Pugliese. Addossano le responsabilità dei disservizi ai manager ben retribuiti e poco produttivi. L’inefficienza dell’organizzazione e alcuni casi di mala sanità registrati anche in questa struttura, non ci fanno ben sperare per il prossimo futuro. Si è parlato di pazienti morti in Osservazione Breve spirati nell’indifferenza generale o di utenti trattati per “Emorroidi e morti…di polmonite”. Le magistrature indagano, il circo mediatico e il carrozzone politico come parassiti si ingrassano sulle disgrazie di un’utenza inconsapevole. Le responsabilità sono di molti e in città gli amministratori si lanciano in analisi da salotto televisivo riversando il problema sulla cattiva gestione del management dell’azienda. In Calabria la condizione della sanità pubblica è un problema politico.IMG_1145 Il presidente Oliverio in una nota stampa AGI di aprile 2016, afferma che “Dopo sette anni di Piano di rientro dal debito sanitario e di commissariamenti non è più sostenibile lo stato in cui versa il servizio sanitario calabrese. In questi anni l’offerta sanitaria è via via peggiorata e l’applicazione del Piano di rientro si è dimostrata fallimentare e, ad oggi, non s’intravede nessuna inversione di tendenza. Gli stessi indicatori sui livelli essenziali di assistenza (Lea) e l’emigrazione sanitaria passiva confermano il fallimento delle gestioni commissariali. L’emigrazione sanitaria passiva è diventata un vero e proprio fenomeno di massa, anche per patologie di base e media specialità, a riprova del preoccupante grado di sfiducia che riveste il servizio sanitario calabrese. Ciò provoca un costo economico e sociale per le famiglie coinvolte ed un salasso per le casse della Regione. Le stesse previsioni per il 2016 vedono, rispetto all’anno precedente, un ulteriore aumento del fenomeno”. Non funziona il piano di rientro, non funziona il commissario, non funziona la sanità pubblica e si arricchiscono le strutture private. Nel frattempo la GdF intercetta affermazioni di medici reggini, alcuni di essi forse legate a grosse ‘ndrine della città dello stretto, aberranti. La sanità regionale affonda e porta con se vite innocenti

La realtà di ogni giorno ci porta ad osservare che gli ospedali sono affollati da decine di barelle cariche di malati e dei parenti che assalgono i sanitari in ricerca di risposte sulla salute dei congiunti.

Roccella 06/05/2015
Una donna di 29 anni soccorsa dal personale medico dei Cavalieri di Malta

Gli operatori del 118 e delle aziende private intasano i parcheggi del PS  per via della mancanza di lettighe o barelle di proprietà dell’ospedale. Scarsa igiene nei reparti e gruppi elettrogeni che non funzionano per mancanza di gasolio. Reparti psichiatrici ridotti a contenitori con la funzione di ammortizzatori sociali che risolvono momentaneamente problemi di alloggio per i senza tetto, ubriachi molesti e quant’altro abbia bisogno di altre risposte. Gli infortunati presenti nelle sale d’aspetto dei Pronto soccorsi hanno lo sguardo vitreo perso nel vuoto.  Cercano di capire dove dirigersi e rivolgono le loro semplici domande a chi non è in grado di dare risposte. Non ho avuto modo di notare uno sportello  informativo su i diritti dell’ammalato all’interno delle aree destinate all’utenza e questo ce la dice lunga sulla incapacità dell’utente medio di pretendere una sanità che funzioni e al tempo stesso lo spinge ad affidarsi alle conoscenze personali per ottenere i diritti. 1192Tutti conosciamo qualcuno in questi luoghi. Un infermiere un portantino o un medico e tutti siamo disposti a ignorare le regole del triage per sbrigarsi prima. Manca un’abitudine a pretendere i propri diritti e una assoluta presunzione di non assolvere ai propri doveri.
D’altro canto il personale specializzato del Pronto Soccorso dell’ospedale catanzarese, ha subito, sembra, una deportazione di massa di infermieri anziani (oltre una decina), esperti e formati, i quali sarebbero stati trasferiti in altri reparti e sostituiti da infermieri giovani, inesperti e non formati. DSCN1276
Disorganizzazione, sovraccarico di lavoro e di turnazione aumento dei rischi medico legali, sono le priorità da affrontare per i lavoratori e per le organizzazioni sindacali che quotidianamente affrontano, fino allo scontro a volte, il rapporto con l’utenza che in alcuni casi trascende fino allo scontro fisico. Da altre fonti si ha notizia di stanze per gli amici degli amici, di ricoveri urgenti fatti da medici di reparto che, in tutta normalità, di fatto scavalcano il triage e la visita in Pronto Soccorso.

0006# 5 ore in pronto soccorso
Attese snervanti nei corridoi del pronto soccorso Ospedale Pugliese Catanzaro

Il Dirigente Generale dell’Assessorato alla Sanità, dott. Fatarella, in una nota inviata ai Direttori Generali delle ASP regionali, esorta i dirigenti ad evitare che di anno in anno si confermino gli stessi direttori delle Unità Operative per evitare che questi abbiano la possibilità di esercitare una sorta di potere contrattuale e clientelare. Questa nota ha aperto invece una lotta interna alle ASP, in cui i tentativi di diffamazione dei colleghi sono all’ordine del giorno. A volte questi tentativi vengono aiutati da certa stampa che non vede l’ora di mettere il mostro in prima pagina o certe formazioni politiche che, attraverso le delazioni pilotate cercano di riprendersi poltrone strappate da nuove dirigenze politiche. La sanità calabrese affonda lentamente ed insieme ad essa i malati calabresi che in molti casi scelgono le strutture fuori regione e in tanti altri si assoggetta alle dinamiche clientelari proposte dalla stessa sanità.

Comunque, nel caso dovessi stare male, non portatemi al Pronto Soccorso!

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